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Parco e Museo Vulcanologico di San Venanzo

Parco e Museo Vulcanologico di San Venanzo

Piazza Roma 1 San Venanzo (Terni)

Il Parco e il Museo Vulcanologico di San Venanzo, anche se di recente costituzione, hanno una storia millenaria.
 
Tutto inizia a fine ‘800, quando si scopre che la composizione di alcune rocce, presenti nel comune di San Venanzo, presenta caratteristiche uniche, tanto da essere paragonabili a quelle presenti in un’area della Russia e in un’altra compresa tra la Tanzania e l’Uganda. Però, sopra a quel deposito di rocce, di natura vulcanica, composte da bombe vulcaniche, da lapilli e ceneri di vario tipo, c’è ormai un paese, San Venanzo, che visto dall’alto presenta per l’appunto una forma quasi ad anello, a ricordare il classico cono di un cratere vulcanico, che risale a 265.000 anni fa. Poco distante c’è poi un altro cratere, a Pian di Celle, che presenta un’analoga struttura, ma con in più due colate laviche. Nel 1985, viene individuato un altro cratere, che ha portato a tre i vulcani chiaramente riconosciuti in questa parte di Umbria.
 
Queste scoperte hanno attirato studiosi e curiosi da tutto il mondo, anche se il grande pubblico ignora questo ennesimo “tesoro” dell’Umbria. Da qui l’idea di creare il Parco e il Museo Vulcanologico di San Venanzo.
 
Il Parco Vulcanologico di San Venanzo oltre alla visione di coni, crateri e colate laviche, offre la possibilità di ammirare alcune rocce e minerali rari. La più famosa di queste è la Venanzite che ha diffuso il nome della località di San Venanzo nel mondo.
 
Per valorizzare ed illustrare in maniera divulgativa la singolarità e le caratteristiche geologiche della zona, nel 1999 nasce il Museo Vulcanologico di San Venanzo. Il Museo ha sede presso Palazzo Faina, famiglia che a fine ‘800 finanzia gli studi sulle rocce di San Venanzo. Nel Museo sono presenti diverse collezioni di rocce e minerali oltre ad allestimenti museografici che guidano bambini, ragazzi, studenti e insegnati lungo percorsi didattici e tematici. In una sala è allestito un antiquarium in cui è possibile ammirare i reperti archeologici di epoca etrusco-romana ritrovati nelle zona.
 
Di grande interesse anche i resti degli animali rinvenuti nella breccia ossifera del monte Peglia, luogo di ritrovamento anche i cosiddetti “chopper”, la cui datazione ha permesso l’attribuzione a manufatti dell’Homo Erectus, che hanno consentito di comprendere meglio le evoluzioni del clima di questa parte dell’Italia centrale.
 
Nel corso degli anni, il Parco e il Museo Vulcanologico sono diventati importanti centri d’interesse ambientale e didattico, meta di studiosi e scuole.

Il Parco e il Museo Vulcanologico di San Venanzo sono gestiti dall’Associazione GMP Gaia.

Ti aspettiamo presso il Parco e il Museo Vulcanologico di San Venanzo!


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